Tag: chiese della val d’ultimo

La chiesa di Pracupola (Kuppelwies)

La cappella di Nostra Signora apparteneva al maso Kuppelwies, risalente sembra all’XI secolo. Il maso (diventato locanda e ora noto bar/ristorante) fu acquistato nel 1570 come casino di caccia all’orso (quanta modernità!) da Jacob von Payrsberg, che al primo piano costruì una piccola cappella. Il maso fu poi acquistato dai conti Trapp nel 1660 i quali eressero la cappella nell’attuale posizione nel 1738, e tale restò fino alla nevicata del 1950/51, inverno durante il quale venne distrutta dal peso della neve.

Gli interni della cappella di Nostra Signora, Pracupola, Kuppelwies, val d'ultimo

Così, l’attuale risale all’anno seguente, quando, su progetto dell’architetto J.Torggler venne ricostruita. Piccola, raccolta e semplice, con il piccolo campanile pensile in facciata con cupola a cipolla. L’altare è quello della chiesa precedente, opportunamente restaurato, con la Madonna Nera nella nicchia centrale e il Padre tra le nuvole sulla sommità con lo stemma dei Trapp. L’organo si trova nel piccolo soppalco sopra l’ingresso. Una curiosità: all’ingresso sulla destra si trova un quadro risalente alla fine della seconda guerra mondiale, un ex voto dove si ringrazia per i soldati tornati alle loro famiglie. Nel quadro sono rappresentati tutti i santi protettori della valle: San Pancrazio, il giovane ucciso a 14 anni sotto Diocleziano nel 304 d.C (vd. anche articolo sui santi di ghiaccio). Santa Valburga, di origini anglosassoni, vissuta prevalentemente in Germania e morta nel 779 d.C (figlia di San Riccardo d’Inghilterra e con due fratelli diventati anch’essi santi). San Maurizio , martirizzato come Pancrazio sotto Diocleziano nel 287 d.C., Santa Gertrude, la “grande”, religiosa cistercense, mistica che visse nella seconda metà del 1200. Sant’Elena, Flavia Giulia Elena, imperatrice, madre dell’imperatore Costantino, morta nel 329 d.C. E non da ultimo, San Nicola, riconoscibilissimo nel quadro (vd. articolo sulla chiesa)

quadro ex voto nella chiesa di Kuppelwies, Pracupola, raffigurante i santi della Val d'Ultimo

La chiesa di San Nicolò

Ed ecco un’altra bella chiesa della Val d’Ultimo. A San Nicolò troviamo questa chiesa dall’atmosfera particolarmente accogliente, circondata dal suo cimitero a terrazze. Ogni chiesa della valle ha una sua particolare atmosfera ed architettura, opere di intaglio al suo interno e una storia da raccontare.

La chiesa di San Nicolò d'Ultimo

Le prime tracce di una cappella a San Nicolò risalgono al 1338, ma l’attuale chiesa risale al 1500 quando vennero realizzati l’ampio coro e il campanile dalla guglia ottagonale che conservano ancora oggi l’antico aspetto. La navata invece venne rimaneggiata nel ‘700 e voltata a botte e decorata a stucchi. Nei primi anni del ‘900 venne affrescata con santi e simboli sacri. L’altare maggiore è neogotico con rilievi e statue scolpite da Andreas Huter, stesso sculture che ha realizzato i rilievi degli altari laterali. Bellissima la porta in legno scolpita nel 1899 con San Pietro e altri santi.

Il portale della chiesa

Informazioni tratte da “I luoghi dell’arte: Alto Adige. Val Venosta, Val d’Ultimo, Val Passiria”. 1996. Provincia autonoma, Assessorato alla pubblica istruzione e cultura in lingua italiana-CLAB, Bolzano.

La chiesa di Sant’Elena

La piccola e bellissima chiesa di Sant’Elena che si trova nel comune di San Pancrazio) viene menzionata in vecchi documenti già nel 1278. Nel 1563 la chiesa è ricostruita in stile tardogotico. Seguono ampliamenti nel 1677 e nel 1730: la navata è ampliata e completata da una volta a lunette con nervature in stucco e vengono costruite la sagrestia e la cantoria. Di poco precedente è il campanile (1723/24), eretto da maestri carpentieri dell’Alto Adige. Risale alla fine del ‘700 anche l’organo. L’altare maggiore è neoromanico, nella nicchia troviamo Sant’Elena con la trinità e, ai lati, le statue di Sant’Aloisio (San Luigi Gonzaga) e San Giuseppe. L’altare laterale è seicentesco e accoglie il rilievo di Maria con il bambino. Le panche sono neogotiche, costruite nel 1894. La chiesa ebbe il suo curato dal 1700 fino al 1979. Negli anni ’80 e ’90 vennero fatti diversi interventi di restauro: dal tetto del campanile alla facciata, dall’orologio al pavimento della chiesa. Sulla facciata troviamo una piccola statua di San Giacomo in una nicchia: il Santo è raffigurato anche in quadro all’interno della chiesa.

La chiesa è quasi sempre aperta, essendo affidata la sua apertura al maso a fianco. L’insieme armonico di questo edificio, il luogo, fanno di questo ambiente un posto raccolto, un piccolo rifugio di tranquillità per buona parte dell’anno. La festa di Sant’Elena viene celebrata con una messa il 18 agosto. La strada per raggiungere la chiesa è segnata da una Via Crucis che porta al crocifisso posto dinnanzi alla chiesa.

Come raggiungerla: da San Pancrazio a circa metà del paese si trovano sulla destra le indicazioni per Sant’Elena. Si segue la piccola strada per circa 9 km fino a quando si trova un bivio sulla destra. Un altro chilometro in auto e si arriva al parcheggio. Da qui partono due strade sterrate. Prendendo, a piedi, quella di destra, dopo poco più di un chilometro, con una passeggiata di circa mezz’ora, si raggiungerà la chiesetta. Da Santa Valburga si sale alla chiesa del paese e si tiene la strada della chiesa per circa 7 chilometri fino al bivio sulla sinistra.

Informazioni tratte da “I luoghi dell’arte: Alto Adige. Val Venosta, Val d’Ultimo, Val Passiria”. 1996. Provincia autonoma, Assessorato alla pubblica istruzione e cultura in lingua italiana-CLAB, Bolzano.

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