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Andando per malghe: Falkomai

Ed ecco un bel giro per malghe. Tre malghe nella stessa zona e un solo nome che le accomuna: Falkomai. Siamo nel comune di San Pancrazio e la partenza per l’escursione si fa dai parcheggi di Sant’Elena. Siamo nella vallata del Mariolberg, attraversata dal rio Chiesa.

La prima malga è la Falkomai Kuhalm a 1.672 mt (o malga Mariolberg), si raggiunge comodamente tramite la mulattiera. Dal parcheggio nuovo (500 mt sopra il parcheggio dove si lascia l’auto anche per Sant’Elena) sono 2 chilometri con una leggera pendenza. Da qui si procede alla volta della Aussere Falkomai che si trova a 2.168 mt. Al termine della mulattiera si attraversa il ponte sul rio Chiesa e si prende il sentiero n. 3. Qui la salita ha un tratto con una pendenza media superiore al 20 % e si sale di 400 metri in poco più di un chilometro e mezzo. Dalla Mariolberg alm sono altri 2 chilometri ma molto più impegnativi dei primi. Alla Aussere Falkomai, cibo, accoglienza e ottimi formaggi anche da aquistare. A un centinaio di metri dalla malga si apre a sorpresa il bellissimo lago alpino che porta lo stesso nome delle malghe: lago Falkomai. Domina il paesaggio ed è a sfioro sulla vallata. Un vero incanto.

malghe falkomai, val d'ultimo

Proseguiamo in direzione della terza e ultima malga. Dal lago prendiamo il sentiero n. 1 che ci porta con 1,2 chilometri alla Innere Falkomai. Il sentiero in discesa richiede attenzione. Ci sono passaggi un po’ esposti e cavi d’acciaio come corrimano per aiutarsi sulla roccia. L’ultima malga si trova a 2.050 mt e ha la particolarità di una piccola pista da bowling esterna!

Il rientro può avvenire chiudendo l’anello con il sentiero che segue il rio chiesa, il 3A, fino a raggiungere la mulattiera. In alternativa, si allunga di circa un chilometro scendendo con il sentiero n. 8 che fa leggermente salire per poi scendere nel bosco.

L’intero percorso è di circa 11 km. partendo dal parcheggio nuovo e 12 chilometri partendo dal primo parcheggio. Il dislivello è di 780 metri. Tutte e tre le malghe fanno accoglienza a pranzo in piena estate mentre in altri periodi dell’anno o in festività particolari si trova aperta la Mariolberg alm.

Il mio consiglio è di fare l’anello come indicato prendendo la maggiore ripidità in salita per poi scendere più dolcemente in discesa. In tutte le malghe si mangia decisamente bene quindi…a voi la scelta e buona passeggiata!

Malghe: la Spitzner alm

E in piena estate torna la voglia di salire alle malghe. Se avete perso qualche articolo (E’tempo di malghe, Andando per malghe 1, Andando per malghe 2, la malga Flatschberg, malga Castrin…) torniamo su una malga che sicuramente ha un panorama tra i più belli e aperti della Val d’Ultimo: la malga Spitzner. Appena sistemata la lunga strada forestale che con 8 chilometri circa permette di fare gli 800 metri di dislivello anche in bicicletta (ma attenzione, alcune biciclette scendono a velocità pericolosa per gli escursionisti), questa malga è un’ottima meta per chi ama mangiare bene i piatti classici del luogo e per chi vuole acquistare il formaggio da loro prodotto. Gestita da giovani, è crocevia di sentieri che permettono di continuare il giro andando verso la malga Gampen, verso la cima del Cornicolo o verso la Vedetta alta.

Da dove partire: dalla diga del lago Zoccolo si prende la direzione opposta alla forestale del lago seguendo le indicazioni. Si può fare un anello salendo per il sentiero n. 21 (ripido e sicuramente il più rapido) e si arriva alla malga dopo circa 4.3 chilometri di cui 1.7 di strada forestale e il resto su sentiero. Si può effettuare il rientro con il sentiero n.22, un po’ più lungo ma meno ripido e in 5.5 chilometri si ritorna alla diga. A piedi è piacevole perchè si resta sempre nel bosco e quindi riparati dal caldo di questi giorni. Con un buon passo la si raggiunge in circa due ore o poco meno ma il dislivello si fa sentire

Le torbiere di Monte Sous

In Val di Non, molto vicino a Malga Castrin, troviamo un sito di raro interesse naturalistico. Inserito nelle aree protette del progetto europeo Natura 2000, questo chilometro quadrato racchiude 4 habitat differenti ed è zona di protezione di varie specie di avifauna. Dopo aver attraversato il Pra’ del Signor, un altopiano con una splendida vista sulle dolomiti di Brenta, ci si imbatte in questo bosco di abeti rossi cresciuto su una vasta area di torbiere sviluppata su un pendio e su un circo glaciale. La zona è molto importante per la riproduzione di numerosi anfibi e uccelli. Un territorio da attraversare in un percorso tra malghe che lascia affascinati per la vegetazione.

Per arrivarci: è possibile lasciare l’auto al parcheggio Hofmahd. Da qui prendere il sentiero 28 in direzione della malga di Lauregno il 26 e poi il 114 per passare in mezzo alle torbiere e arrivare poi a Malga Castrin. Da qui si potrà ridiscendere al parcheggio. Il per corso di circa 7,5 km non presenta particolari difficoltà ma è da evitare quando sia appena piovuto perchè ha tratti estremamente scivolosi per la natura del terreno. Il dislivello e di circa 250 metri. Il panorama, la vegetazione e la possibilità di mangiare alle malghe lo rendono un itinerario molto piacevole fattibile anche da bambini (ma non per i passeggini). Come tutti i sentieri ma con l’aggiunta dell’essere in una area protetta i CANI vanno tenuti AL GUINZAGLIO.

Per questo e tanti altri percorsi personalizzati per gruppi puoi contattami: info@invaldultimo.it

E’ tempo di malghe!

Eh sì, è di nuovo arrivata la stagione delle malghe. Grandi, piccole, facili e meno facili da raggiungere, nuove, più vecchie, storiche, panoramiche. In Val d’Ultimo le malghe sono davvero tante: una bevanda, un sorriso, un piatto, un dolce non mancano mai. Alcune cambiano quasi annualmente la gestione, altre sono davvero storiche, gestite da anni dalle stesse famiglie. Alcune sono in mani di cooperative della valle, altre date solo in gestione. Alcune hanno un caseificio annesso, altre conferiscono il latte a valle. Insomma il mondo delle malghe è davvero da scoprire! Allora via a scoprire a scoprire questo mondo fatto di tanto lavoro, fatica e tradizioni ricordando che le malghe e i pascoli come tutta la montagna richiedono un approccio lento, di rispetto e di comprensione.

Per chi si è perso qualche puntata, ecco qualche suggerimento per le vostre camminate per orientarvi tra i pascoli.

Andando per malghe 1

Andando per malghe 2

La Flatschbergalm

Per altri suggerimenti…contattami per un itinerario!

Per chi non scia: una bella passeggiata allo Steinrast

Sembra che la montagna d’inverno sia a vantaggio esclusivo di chi scia, ma per chi ama camminare non c’è nulla come fare passeggiate lontano dalla confusione. In questo inizio d’anno particolarmente freddo vi suggeriamo una passeggiata cui abbiamo già accennato la scorsa estate ma d’inverno diventa pura magia. La destinazione è il ristorante alpino Steinrast a 1.723 mt. aperto estate e inverno. La cucina è tradizionale, l’accoglienza calda e il posto un incanto. Il valore aggiunto è che lo si può raggiungere da più sentieri a seconda delle capacità e dell’allenamento e per chi non può o non vuole camminare anche in auto. D’estate può essere la base per innumerevoli camminate e d’inverno, ciaspole, slitta e camminate, a scelta.

Ma veniamo al percorso di oggi: lasciando l’auto a San Maurizio, sopra San Nicolò, si segue il sentiero n. 11 che dà lo Steinrast a 50 minuti. I tempi sono rispettati con una camminata tranquilla. Poco più di 3 chilometri con un continuo saliscendi (la differenza di quota è di circa 80 metri di dislivello). Il primo tratto lo si percorre sulla stradina dove scendono gli sciatori quindi serve un po’ di attenzione, ma dopo aver attraversato la pista da sci, il percorso è tutto nel bosco fino al pianoro dello Steinrast. Per chi ama la slitta in prossimità del ristorante si trova la pista da slittino Moscha e al ristorante è possibile noleggiare le slitte.

Perchè ci piace: come sempre in Val d’Ultimo è possibile allungare o modificare il percorso a seconda dell’allenamento e delle gambe. Per chi volesse allungare il percorso si può partire direttamente da Pracupola, dalla base della funivia, seguire il percorso segnato Kreuzweg per San Maurizio. In questo modo bisogna calcolare 50 minuti circa per salire a San Maurizio (sono circa 500 metri di dislivello, anche un’ora e un quarto per i meno allenati) più i 50 minuti per lo Steinrast. Pranzo meritato! Da provare il punch caldo della casa, disponibile alcolico (vino bianco e arancia come base) e analcolico (succo di mela e arancia), un toccasana per le temperature fredde!

D’inverno apre tutti i giorni per le vacanze natalizie (per le vacanze 2025-2026 tutti i giorni fino all’11 gennaio) e poi mercoledì (apertura serale della pista da slittino), sabato e domenica.

Gestione famigliare fam. Mairhofer-Kuppelwieser, li trovate su facebook o al numero 328-9039885

Le cime: la Vedetta Alta di Naturno

La Vedetta di Naturno (o Vedetta di San Pancrazio 2.608 mt) è una cima panoramica con ampia vista sulla Val Venosta con una particolarità: gli ultimi chilometri sono costellati di stelle alpine, fiore non facile da ammirare in Val d’Ultimo. Stiamo parlando di un percorso un po’ impegnativo: circa tre ore con un buon allenamento per poco più di 7 chilometri e 1350 metri di dislivello.

la Falkomai alm (2150)

Ma veniamo alla strada: la partenza avviene in genere dal parcheggio che si utilizza per raggiungere la piccola chiesa di Sant’Elena. Lasciata l’auto, dopo 2,5 chilometri di mulattiera si raggiunge la malga Mariolberg, e fino a qui tutto tranquillo! Dopo la malga si prosegue sulla mulattiera ancora per 500 metri e si arriva ad un ponticello da cui si segue il sentiero n.3. Con uno strappo ripido sul sentiero si incontra una piccola malghetta dopo circa mezz’ora e un ulteriore bivio con il quale a destra si può andare alla Stafleralm e a sinistra si prosegue per la malga Falkomai. Arrivati alla malga Falkomai (2.150 mt) si saranno già percorsi 5 chilometri. Gli ultimi due chilometri si snodano tra rocce, e una vegetazione di ginepri, erica e…stelle alpine!

La vista, come sempre sulle cime, ripaga della fatica. La Vedetta è l’ultima cima imponente della catena del Gioveretto, da questa poi si scende verso Monte San Vigilio che chiude la cresta. La vista è su Naturno, in Val Venosta mentre la vista sulla Val d’Ultimo è limitata alla parte più bassa. Tornando non potrà mancare una sosta al lago Falkomai (molto vicino alla malga). Le possibilità di giri ad anello sono diverse: passando per il sentiero in quota (non agevolissimo e in diversi tratti esposto!) si potrà passare per il bivacco Schwarzer (2616) e poi scendere per i Tre Laghi per poi rientrare dalla Innere Falkomai. Bisogna sempre valutare i giri studiandoli sulle mappe e…sulle proprie gambe!

Una nota pratica: salita e discesa dalla Vedetta solo passando per malga, cima, cresta alta (sentiero n.5), scendendo per il Falkomaisee e ritorno, sono 17 chilometri impegnativi.

La valle di Montechiesa (Kirchbergtal)

Questa valle laterale della Val d’Ultimo è davvero molto interessante in tutte le stagioni e offre parecchi spunti per passeggiate, escursioni e ciaspolate o scialpinismo in inverno.

Ma partiamo dalle indicazioni! Verso il fondo della Val d’Ultimo è necessario arrivare a Santa Gertrude. La mulattiera che attraversa tutta la valle di Montechiesa parte in prossimità del centro visite del Parco Nazionale dello Stelvio, ma è possibile raggiungerla anche parcheggiando in fronte alla chiesa e seguendo le indicazioni per il sentiero n. 106 (che diventerà poi 108) in direzione della Kirchberg Kaser. Questa valle laterale sul versante della Val d’Ultimo verso il trentino, si dipana da Santa Gertrude per arrivare sino a passo Rabbi (2.460 metri) dove è possibile scollinare e scendere appunto in Val di Rabbi. Tutto il versante a destra della mulattiera salendo verso passo Rabbi si trova nel Parco Nazionale dello Stelvio.

La mulattiera sale molto lentamente per arrivare dopo circa 4.5 km alla malga (aperta nella stagione estiva) e prosegue per altri 2.5 km circa per continuare poi solo come sentiero fino al rifugio lago Corvo dopo aver scollinato a passo Rabbi. Fino a passo Rabbi sono quindi circa 900 metri dislivello in poco meno di otto km. Questa valle quindi si sviluppa molto in lunghezza e offre decine di possibili escursioni…almeno fino all’arrivo delle neve. D’estate: dalla semplice passeggiata fino all Kirberg Kaser (come dicevamo 4.5 km per circa 400 metri di dislivello) a percorsi più impegnativi verso le cime di Quaira, cima Trenta, i bellissimi laghi di Alplaner, o giri ad anello verso i laghi Corvo e la cima del Gleck scendendo verso Fontana Bianca, o il Giogo di Montechiesa scendendo verso il lago Lungo, sempre sopra Fontana Bianca. Ma d’estate la mulattiera è particolarmente amata anche dai ciclisti e da qualche anno tanti sono sono quelli la frequentano con questo mezzo.

Questa valle è bella in tutte le stagioni: dai prati costellati di crocus in primavera (che qui si palesa piuttosto tardi), si riempie di timo selavatico in estate e si accende con i larici che ingialliscono in autunno. In inverno la sua calma invita a sfidare la neve con scarponi, ciaspole e sci, ma sempre offre bellissimi panorami.

Una passeggiata nei giorni d’oro

E’ giunto per la Val d’Ultimo il periodo d’oro dell’anno. D’oro perchè le migliaia di larici si infiammano con i raggi del sole per creare magnifici giochi di luce e di contrasti con il verde dei cirmoli, l’azzurro del cielo e una leggera imbiancata delle cime. I larici, infatti, a dispetto degli abeti e dei cirmoli, segnano il passaggio delle stagioni e in questo mese creano paesaggi magici.

Periodo d’oro anche perché si vive un dolce momento in cui la stagione estiva si è conclusa e ancora non fervono i lavori per la stagione invernale. Molti alberghi sono chiusi e sui sentieri si incontrano solo gli abitanti del bosco. Il silenzio è impagabile, rotto solo da qualche uccello, da qualche pigna che cade e dai corsi d’acqua.

Le passeggiate da fare in questi giorni sono ancora tante, il ghiaccio è ancora limitato a pochi tratti, raggiungere le malghe ormai chiuse diventa un’esperienza di vero relax. Un sabato o una domenica, anche in giornata, armatevi di pranzo al sacco e provate brevi escursioni nelle ore centrali della giornata.

Qualche suggerimento: la Val d’Ultimo in questo periodo ha molte zone che restano in ombra buona parte della giornata, è quindi preferibile scegliere passeggiate sul versante verso la Val Venosta (per intendersi salendo verso Santa Gertrude il versante sulla destra). Sul versante delle Maddalene (verso sinistra, al confine con il trentino), tuttavia, valli laterali come la Kirchberg riescono ad essere raggiunte da qualche raggio nei momenti centrali della giornata perché il sole si infila attraversandole. Il ghiaccio la fa da padrone quindi è meglio non partire troppo presto e godere delle ore più centrali della giornata.

Qualche meta: il giro del lago Zoccolo è sempre una bella soluzione soprattutto se si tiene il sentiero alto Seeweg invece di stare sulla passeggiata che affianca la strada e si rientra per la forestale sull’altro lato. Salire allo Schwemmalm da San Maurizio in questo momento di calma è un’altra opzione e permette appieno di godere del sole.

Ma in genere tutte le malghe (si veda “andando per malghe” 1 e 2) sono ancora raggiungibili.

La Kaserfeld Alm, facilemente raggiungibile dai masi Im Holz sopra San Nicolò

Le Cime: Cornicolo e Cornicoletto

Sulla catena delle Maddalene ecco due cime che vanno un po’ a braccetto perchè si trovano sulla stessa cresta e sono raggiungibili sia dall’Alta Val di Non sia dalla Val d’Ultimo.

Come raggiungerle: con partenza dal parcheggio Hofmahd si seguono le indicazioni per la malga Cloz, girando subito dietro alla malga si seguono poi le indicazioni per il sentiero n.7 e da qui…si inizia a salire. Un primo strappo ci porta al malghetto di Cloz (resti in pietra della vecchia malga) dove troviamo il crocevia con il sentiero 133. Proseguiamo sul sentiero 7 in direzione del Cornicolo. Dopo il primo tratto nel bosco, piano piano il panorama si apre fino a spaziare sulle dolomiti di Brenta. Gli alberi si diradano per far spazio a ginepri e ciuffi di erica. In prossimità dei 2000 metri troviamo un altro bivio con il sentiero 10 che porta alla Vedetta Alta. Tenendo per il 7 e salendo ancora ci troveremo ormai sulle rocce al sentiero 7 che si dirama: a destra si va al Cornicolo (Kornigl 2.308), a sinistra al Cornicoletto (Spitzner Kornigl 2.418). Quest’ultimo ha il sentiero per la vetta segnato sulle mappe giustamente alpinistico. E’ molto esposto, e sale estremamente rapido ad ampi gradoni verso la cima che si trova arroccata. Non ideale per chi soffre di vertigini o non è abituato a camminare in montagna! Il panorama da questa cima spazia dalla parte iniziale della Val d’Ultimo a Lana, alla Val di Non dalla parte opposta e alle dolomiti di Brenta. La salita verso il Cornicolo è sicuramente più tranquilla e da qui la vista è rivolta tutta verso la parte trentina, l’affaccio è esattamente sopra la malga di Cloz e la Castrin. Anche in questo caso il panorama vale la salita.

Dal parcheggio si sale al Cornicolo in circa un’ora e trenta, per 3,5 chilometri circa di salita e un totale di circa 600 metri di dislivello. Per il Cornicoletto bisogna aggiungere almeno 30/45 minuti e molta attenzione. Dalla Val d’Ultimo si sale dalla Spitzner alm (la malga più panoramica della Val d’Ultimo!) alla sella che porta alle due vette in poco più di un’ora.

Steinrast, Kuppelwieseralm, Pilastri

Cibo e passeggiate di certo in Val d’Ultimo non mancano. Ecco…un assaggio. A dieci minuti di auto da Pracupola in direzione lago di Quaira c’è un piccolo ristorante raggiungibile in auto aperto tutta estate e in alcune occasioni anche il resto dell’anno: è lo Steinrast (1.723 mt) La posizione è privilegiata: un ampio prato dove grandi e piccoli potranno passare una bella giornata. Volendo lo si può raggiungere dall’abitato di San Maurizio con una bella passeggiata nel bosco per lo più in quota (circa 3 km con 160 metri di dislivello).

Proseguendo sulla strada verso la diga si può raggiungere la Kuppelwieseralm (1975 mt) o a piedi tramite il sentiero 11 (meno di due chilometri con circa 250 metri di dislivello) oppure in auto (la strada non è bellissima, attenzione alle mucche al pascolo). Questa malga è raggiungibile in auto solo nella stagione estiva: qui è possibile mangiare e parcheggiare.

Proseguendo ancora, questa volta solo a piedi, si può salire alla diga e vedere il lago di Quaira con un percorso ad anello: seguendo sempre la mulattiera in circa un’ora si raggiunge comodamente il lago, oppure “tagliando” parte della mulattiera con il sentiero n.11. Il ritorno può essere fatto con il sentiero 11A, interessante da fare perché si scende esattamente sotto la diga che si erge imponente.

Ma per chi volesse fare un giro ad anello non troppo impegnativo ma estremamente panoramico suggeriamo la salita ai Pilastri (Pfeiler): un vista su Laces e sulla parte terminale della Val Venosta (si arriva a vedere l’abbazia di Monte Maria). Dalla Kuppelwieseralm, si segue la mulattiera e dopo un centinaio di metri si prende il sentiero 11. Quando si incontra di nuovo la mulattiera la si segue per un breve tratto fino alla curva dove sale il sentiero 11A. Da qui, in poco più di un’ora (dipende sempre dal passo! ma sono poco meno di 400 metri di dislivello) si arriva all’antico acquedotto. Se la giornata è bella il panorama merita veramente. In caso di forte vento (questa sella è sempre molto battuta anche nelle belle giornate di sole), è possibile fermarsi nel piccolo bivacco. Volendo per scendere si può seguire il sentiero n.2A che resta sul versante della Val Venosta e in circa mezz’ora si raggiunge una bella croce e un crocevia dove sarà possibile prendere il sentiero 1, e in seguito l’11 per tornare al parcheggio. Dalla malga con un buon passo l’intero giro ai Pilastri richiede poco più di tre ore. Il sentiero tra i pilastri e la croce a 2.400 lo troverete a puntini sulle carte Tabacco ad indicare un sentiero alpinistico: ha alcuni tratti esposti quindi richiede un pratica e attenzione!

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